Pubbliservizi, il Sifus Confali spiega l’ormai prossimo flop del Concordato e il goffo tentativo di rilancio

Ecco il dossier presentato dal Sifus Confali, sindacato in mano al segretario nazionale Maurizio Grosso, relativo all’amminisrtrazione “scandalosa” di Pubbliservizi, che fa riferimento agli ultimi due anni e mezzo e alle scelte del commissario straordinario Maria Virginia Perazzoli.

L’esigenza di questo dossier sulla Pubbliservizi spa di Catania nasce all’indomani della sciagurata decisione del Sindaco della città metropolitana, on. Salvo Pogliese di adoperarsi, attraverso i poteri attribuitigli dalla legge, per promuovere l’accesso della partecipata medesima al concordato straordinario.

L’accesso al concordato, posto che venga accolto dal Tribunale, dovrebbe manifestarsi solo allo scattare del reale superamento dello stato di crisi, al fine della prosecuzione e del rilancio dell’attività d’impresa.

Invece, l’accesso al concordato in Pubbliservizi che sta praticando il Sindaco Pogliese, si basa, a nostro giudizio, sostanzialmente, su dati “fittizi” finalizzati a coprire l’enorme voragine di bilancio e sopratutto, l’impunità dei soggetti che lo hanno determinato, in ultimo, il Commissario straordinario Maria Virginia Perazzoli.

Attraverso l’accesso a questo concordato, la partecipata si salverebbe solo apparentemente; in ogni caso, fino alla designazione del nuovo Presidente e del Consiglio di Amministrazione. I “riscaldatori di queste poltrone” infatti, verrebbero immediatamente chiamati a “mettere le mani” sui livelli occupazionali per far fronte alla “resurrezione del debito” poiché i 5 milioni che il Sindaco Pogliese dichiara di voler mettere a disposizione non sono ne sufficienti ne disponibili, come è emerso già dalla sentenza che il 20-7-2018, ha respinto il precedente concordato preventivo.

SiFUS CONFALI denuncia questo stato vergognoso di cose nell’interesse esclusivo dei livelli occupazionali di tutti i dipendenti, nessuno escluso, e per onore di verità e giustizia.

E’ stato possibile scrivere questo dossier nero poiché, la nostra O. S, nonostante sia presente in Pubbliservizi solo dall’aprile 2018, su 14 sigle sindacali, rappresenta il più grosso ed attivo sindacato aziendale, nonostante i subdoli tentativi del Commissario straordinario, Avv. M.V. Perazzoli e della sua “corte dei miracolati”, di screditarlo agli occhi di tutti.

UN PO’ DI STORIA RECENTE PER ARRIVARE AI NOSTRI GIORNI: DAL DOTT. ONTARIO AL COMMISSARIO STRAORDINARIO PERAZZOLI PASSANDO PER IL CONCORDATO E IL COMMISSARIO GIUDIZIARIO MONTANA- TREZZA.

Un imponente buco di bilancio causato da gestioni non certamente cristalline (vedi le operazioni della magistratura denominate “il cerchio magico”) ma anche amministratori arrestati (vedi Messina) ed altri non all’altezza del compito (vedi Ontario), hanno compromesso il futuro della Pubbliservizi SPA e reso traballante quello dei circa 360 dipendenti che vi lavorano.

LA BOCCIATURA DEL CONCORDATO PREVENTIVO DI ONTARIO.

La gestione pre commissariale, guidata dal dott. Silvio Ontario, è stata capace, financo (il 20 luglio 2018), di farsi respingere il “concordato preventivo” dalla sezione fallimentare del Tribunale di Catania, dopo che la stessa partecipata aveva rinunciato alla procedura di autofallimento promossa in precedenza.

Le ragioni per cui il concordato è stato respinto sono da ricercare nell’incapacità di Ontario di far divenire parte integrante e fondamentale del concordato preventivo, l’accordo sindacale fortemente voluto da SIFUS CONFALI e fatto ingoiare a tutti i sindacati (18-04-2018 che si allega), ma sopratutto, per un palese falso in bilancio evidenziato dal Magistrato lungo le 46 pagine della sentenza, che lo ha sonoramente bocciato.

In ogni caso, la sentenza ha fatto rilevare 4 criticità fondamentali, che, a non nostro giudizio, nonostante i proclami rispetto al loro superamento del Commissario Perazzoli e del Sindaco Pogliese, oggi, sono più attuali che mai:

  • Lievitazione dei debiti nei confronti dei fornitori;
  • Affidamento dei lavori in subappalto, nonostante la Pubbliservizi, in quanto società in house abbia l’obbligo di affidare i lavori esclusivamente ai suoi dipendenti;
  • Pullulare di attribuzioni di livelli illegittimamente assegnati ai dipendenti privilegiati;
  • Il misterioso fondo “imprevisti” (?) pari a 6 milioni e 300 mila euro circa superiore, financo, allo stesso passivo di Pubbliservizi. Secondo i giudici questo fondo potrebbe essere stato utilizzato per sopperire all’impossibilità di costruire i dati aziendali in maniera corretta, eludendo di fatto, una reale verifica in ordine alla veridicità dei dati aziendali.

Inoltre, nelle previsioni di bilancio del piano aziendale avanzato col concordato preventivo, emergeva con forza, ma non analiticamente, che solo nel 2023, la partecipata avrebbe avuto un risparmio di 9 milioni di euro.

Dalla sentenza emergeva, ancora, che i 5 milioni di euro messi a disposizione da Città Metropolitana (gli stessi di cui parla il Sindaco Pogliese oggi, sostenendo che li utilizzerà per riempire il buco) non erano immediatamente spendibili. Per la sentenza, rappresentano infatti, una mera dichiarazione di impegno che non trova riscontro in nessun documento contabile. Ci chiediamo perchè dovrebbero esserlo adesso per accedere al concordato straordinario?

La testata giornalistica, SUD PRESS, in seguito a questa sentenza, denunciava, il 27 luglio 2018, anche lo scandalo di 245 mila euro spesi per i consulenti incaricati a redigere il concordato preventivo clamorosamente bocciato.

ARRIVA LA DOTT.SSA MONTANA-TREZZA: RINASCE LA SPERANZA!

In seguito alla bocciatura del concordato preventivo, il Ministero dello sviluppo economico (MISE) inviava per la gestione di Pubbliservizi spa, un commissario giudiziario: la dott.ssa Montana Trezza.

Il neo Commissario, come vedremo, sfidando tutto e tutti, si rendeva protagonista della definizione e dell’avvio di un piano programmatico di risanamento e di ristrutturazione, che, recependo l’accordo sindacale del 18-04-2018, con i relativi obblighi di una società in house e sopratutto, con i contenuti dell’attuale contratto tra città metropolitana e Pubbliservizi, prevedeva:

  • di aggredire gli sprechi e i privilegi;
  • di revisionare le progressioni verticali effettuate negli anni;
  • di rivisitare i superminimi illegittimamente assegnati;
  • di puntare su percorsi di riqualificazione e valorizzazione del personale;
  • di ricercare i dipendenti disponibili all’esodo;
  • di elaborazione una macrostruttura aziendale basata sulle effettive esigenze in maniera da rendere la partecipata pronta alle sfide di nuove commesse che debbono guardare anche alla diversificazione dell’attività aziendale;
  • di non affidare i lavori in subappalto;
  • la tracciabilità dei pagamenti;
  • eventualmente, qualora fosse stato necessario, l’accesso alla cassa integrazione, concordando con il MISE e i sindacati le modalità.

Il piano di risanamento promosso dal Commissario Montana-Trezza riceveva immediatamente l’avallo convinto della sezione fallimentare del Tribunale di Catania e dalla Corte dei Conti.

SI RITORNA AL PASSATO: ARRIVA LA PERAZZOLI.

Nel dicembre 2018, purtroppo, tramite il meccanismo del sorteggio, il MISE sostituiva il Commissario Dott.ssa Montana-Trezza con il Commissario straordinario Avv. M. V. Perazzoli.

Fin dai primi passi in Pubbliservizi, le azioni del nuovo Commissario Perazzoli sembrano rappresentare un ritorno al passato, a partire dalle frequentazioni e dalla fiducia data a soggetti interessati da procedimenti giudiziari legati ai disastri delle vecchie amministrazioni e con precise tessere sindacali ( ne parleremo più avanti). Una serie di questa tipologia di soggetti, interessati a vario titolo da procedimenti giudiziari, ricoprono ancora oggi, gli stessi ruoli apicali che occupavano ai tempi delle vacche grasse nonostante il divieto da parte del Giudice.

Per fare un esempio concreto: il RUP e direttore tecnico della partecipata, tale Branchina, è rimasto nell’esercizio delle sue funzioni, malgrado le violazioni amministrative accertate proprio sugli appalti e il rinvio a giudizio per corruzione in concorso con l’ex Presidente Messina, condannato già con rito abbreviato. Le stesse considerazioni valgono per i dipendenti con rinvii a giudizio per procedimenti penali a danno del socio di Pubbliservizi “Liceo Musicale Bellini”.

Le disposizioni dell’ANAC prevedono che nei casi di indagini penali su dipendenti, qualora gli stessi siano soggetti indagati per fatti inerenti le mansioni d’ufficio, vadano rimossi e sostituiti, amenochè, tale impossibilità, è adeguatamente motivata (sic!).

In ogni caso, l’attuale RUP non avrebbe neanche titolo a lavorare in Pubbliservizi, poichè è stato assunto pur non provenendo dagli Enti o dalle società che costituirono la Pubbliservizi spa ( il problema riguarda diversi casi).

SI PREFERISCE ACCEDERE AD UN INESISTENTE CASSA INTEGRAZIONE PUR DI NON COLPIRE GLI INTERESSI DEI POTERI FORTI.

Il cavallo di battaglia che metteva subito in campo il Commissario Perazzoli, allo scopo di catalizzare le attenzioni e non affrontare le questioni che andavano e vanno, oggettivamente, aggredite è il ricorso alla cassa integrazione.

Da febbraio a maggio 2019, infatti, senza avere la certezza che venisse autorizzata dal MISE e col tacito consenso di tutti i sindacati, la Dott. Perazzoli, autorizza, baipassando una qualsiasi analisi economica, la cassa integrazione che, come era prevedibile, a maggio 2019 è stata stoppata bruscamente dal MISE.

La cassa integrazione ha determinato un danno significativo alla Pubbliservizi non solo per le perdite intrinseche ma poiché, alcuni settori, attraverso la riduzione del personale, non sono riusciti ad onorare le commesse e quindi hanno subito penalità da parte della committenza.

A quanto ammontano e chi pagherà i danni determinati dalla cassa integrazione? Purtroppo, mentre è certo chi li ha prodotti ossia, il Commissario Perazzoli e chi li pagherà, contribuenti e dipendenti, non è dato sapere a quanto ammontano.

Possiamo affermare che le strategie del piano di risanamento che ha praticato il Commissario Perazzoli, sono palesemente in contrapposizione con quelle che stava adottando la Dott. Montana-Trezza. Si caratterizzano, infatti, per un modello di governo che si pone in continuità con le metodiche delle amministrazioni che hanno affossato Pubbliservizi violando sistematicamente la legge come dimostrano le azioni che seguono:

– affidamento dei lavori a terzi (sempre lo stesso giro di imprese);

  • ricorso al nolo a caldo ossia, al nolo del mezzo con distacco di personale;
  • incapacità di acquisire nuove commesse, anzi, spesso e volentieri, se ne sono perse alcune poiché non si è riusciti a consegnare i lavori nei tempi previsti dal contratto;
  • spese per ore ed ore di lavoro straordinario in settori in cui, addirittura, si subiscono penalizzazioni per ritardi nelle consegne ( viabilità, manutenzione, verde);
  • mancata eliminazione dei livelli e delle progressioni illegittimamente assegnate ai dipendenti privilegiati;
  • mancata applicazione dell’organigramma aziendale commissionato al consulente Privitera con conseguente mancata formazione e riqualificazione del personale;
  • mancata pubblicazione delle determine per le forniture. Sul sito della pubbliservizi le pubblicazioni visibili sono insufficienti rispetto al numero degli appalti affidati ( è tutto fermo al 2018);
  • mancata azione di responsabilità societaria promossa nei confronti degli autori del dissesto finanziario (già rilevata anche dal Giudice che aveva respinto il concordato);
  • mancata pubblicazione nel sito di pubbliservizi (non esistono nemmeno in quello del MISE) degli incarichi dei consulenti, sia relativamente a quelli mantenuti dalla gestione precedente che a quelli nuovi. Non è dato sapere per quale attività servono in azienda e con quale corrispettivo. Il Commissario si è avvalso del suo studio legale e di suo figlio per la redazione dello stato passivo e di alcune procedure inerenti l’amministrazione straordinaria in contrasto con la norma. In ogni caso, ai consulenti mantenuti dal Commissario, dai tempi del governo Ontario ad oggi, vengono applicate proroghe vietate dalla legge;
  • mancata messa a conoscenza delle modalità e delle procedure con le quali sono stati scelti i nuovi consulenti, a partire dal figlio del Commissario Perazzoli, in violazione delle norme sulla trasparenza. Inoltre, la presenza di 3 consulenti nell’area contabile risulta, oggettivamente, ingiustificata dopo la riassunzione del precedente direttore amministrativo. Non risulta, inoltre, che per i precedenti consulenti mantenuti dal Commissario Perazzoli sia stato acquisto il nulla osta del comitato di sorveglianza per il mantenimento nella procedura di amministrazione straordinaria, né che ne sia stato rivisto il compenso;
  • enorme concentrazione di dipendenti privilegiati nella sede centrale delle Ciminiere in contrapposizione col principio della buona amministrazione, che prevede l’affidamento delle mansioni secondo le competenze e le esigenze oggettive dell’ente. Nonostante questo numero elevato di personale nella sede centrale, servizi importanti, come quello relativo alla definizione delle buste paghe, sono affidati a terzi. Lo stesso ufficio legale, è affidato ad un impiegato che in maniera impropria svolge la professione in un noto studio legale (la legge sostiene che o si fa l’avvocato o il lavoratore dipendente).

LA CITTA’ METROPOLITANA SOGGETTO CONTROLLORE O ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE?

La città metropolitana negli anni ha esercitato un controllo analogo in maniera corretta sugli appalti e sui servizi? Evidentemente no, o meglio, fino ad un certo punto!

La Pubbliservizi, spesso e volentieri, ha fatto ricorso al nolo a caldo ossia, ad una procedura vietata dal contratto che la lega con la città metropolitana. Addirittura, la stampa, tempo addietro, ha riportato della scoperta di fatture illegittime per oltre 1.600.000,00 euro.

Che fine hanno fatto queste fatture illegittime? Quali sanzioni amministrative sono state applicate? Quali provvedimenti ed azioni amministrative sono state intraprese per un danno cosi grave ? I fornitori a cui le fatture sono rivolte, sono stati pagati? E per quale importo? I controlli sui costi dei noli sono stati effettuati? Sui sub appalti? E sulle varianti? E’ possibile sapere se le fatture illegittime sono state messe in bilancio e, addirittura, riconosciute al passivo?

Su tutte queste domante la città metropolitana non fornisce alcuna risposta.

LA FUNZIONE ASINDACALE DEI SINDACATI.

Vi siete mai chiesti qual’è la funzione reale del sindacato dentro Pubbliservizi, dove, tra l’altro, sono presenti in un numero sproporzionato rispetto i dipendenti? Sono presenti 14 sindacati su 360 dipendenti di cui, come più o meno avviene in tutti i settori, circa il 50% non è sindacalizzato. Nel settore forestale, su 20 mila dipendenti circa, i sindacati presenti, sono 7.

Ogni sindacato in Pubbliservizi garantisce gli interessi particolari del proprio “orticello” a prescindere che questi cozzino con quelli generali. Ogni sindacato, ha una quota-parte di iscritti che ricoprono ruoli apicali, quindi “di comando” e una quota-parte che hanno beneficiato dell’assegnazione dei livelli illegittimi. Attraverso questa composizione, ogni sindacato, dentro la sua orbita, ammalia e controlla gli ultimi in termini di livelli, quindi, il consenso. Il potere sindacale si manifesta, ulteriormente, con la possibilità di concedere i famosi permessi sindacali. Ad esempio: una privilegiata dei musei, nonché figlia della sindacalista CISL, Rita Ponzio, in genere, il sabato e la domenica, ossia, nelle giornate più frequentate dai turisti, è in permesso sindacale (chissà in quale luogo terrà assemblee di massa?). Altro grande strumento per l’esercizio del potere sindacale si manifesta con l’assegnazione, a partire dal settore manutenzione e viabilità, di ore ed ore di straordinario, non importa se in fase di commissariamento straordiario e nemmeno se, nonostante le ore di straordinario medesime, non si riescono a consegnare le commesse nei tempi contrattualizzati. Addirittura, le ore di lavoro straordinario sono state riconosciute nonostante parte dei beneficiari, fosse già in FIS (è un ammortizzatore sociale)e a discapito di dipendenti di altri settori ai quali si applicano riposi compensativi e si chiedono sacrifici.

In ogni caso, ai sindacati non interessa l’interesse generale poiché hanno sposato in pieno la prassi che siccome si è agito sempre cosi, è giusto che si continui su questa strada!

Avete mai sentito lamentare un solo sindacato in occasione dello sciagurato accesso alla Cassa integrazione? Avete mai sentito chiedere conto e ragione rispetto a quali fossero i meccanismi e le modalità per accedervi? A loro è bastato che nel breve periodo della cassa integrazione venissero favoriti una parte di lavoratori a discapito di altri!

Li avete sentiti chiedere spiegazioni documentate rispetto alla decisione del Sindaco Pogliese di accedere al concordato straordinario? Mai! Li avete invece, certamente sentiti attaccare SIFUS CONFALI, in particolare la CISL, quando ci siamo opposti al concordato straordinario.

Ma d’altronde, come possono chiedere spiegazioni su questioni generali, sindacati che hanno fatto finta di non vedere lo sfascio in cambio dell’assegnazione di privilegi a propri associati?

La figlia della segretaria della CISL, Sig. Rita Ponzio, è stata assunta alla Pubbliservizi senza che appartenesse a nessuno degli enti o società che ne hanno diritto. Inoltre, è stata assunta con il secondo livello e, con un ulteriore colpo di bacchetta magica, è transitata al terzo livello (anch’èsso illegittimo) consentendole di divenire inquadrata quale impiegata al museo dove, purtroppo, come abbiamo detto prima, per ragioni sindacali o di 104, il sabato e la domenica, spesso e volentieri, è assente. L’aumento del livello della figlia della signora Rita Ponzio, segretaria provinciale di categoria della CISL, in Pubbliservizi, arriva, “casualmente” subito dopo una sua lettera di elogio alla gestione amministrativa del Presidente Messina che poco dopo, sfortunatamente, verrà arrestato ( si allega la lettera).

Responsabili sindacali aziendali (RSA) di note sigle, come UIL, CISL, CISAL, ecc, come emerge dall’organigramma aziendale definito, su pecunia, dal Consulente Filippo Privitera, sono stati assunti con il secondo livello per poi transitare, illegittimamente, a livelli superiori determinando grave nocumento alle casse aziendali.

Come potrebbero mai condurre i sindacati una battaglia contro gli sprechi e i privilegi?

I soli privilegi dovuti ai livelli illegittimi fanno aumentare di almeno 1/3 le somme necessarie per il pagamento degli stipendi!

IL DRAMMATICO QUADRO DI OGGI.

Davanti ad un quadro così drammatico che mette a repentaglio il futuro della Pubbliservizi, ma soprattutto, quello di 360 padri e madri di famiglia, la nostra organizzazione sindacale, sin dal suo insediamento in partecipata, ha lavorato nella direzione di rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono al suo salvataggio.

Dapprima, contribuendo in maniera determinante, ai tempi del Dott. Silvio Ontario, alla sottoscrizione del verbale che individuava nel taglio agli sprechi ed ai privilegi la via maestra per il rilancio della Pubbliservizi e dei livelli occupazionali. Dopo, sostenendo le strategie del piano aziendale avanzato dal Commissario Dott. Montana- Trezza. SiFUS CONFALI, addirittura, come condizione perchè i dipendenti con livelli illegittimi potessero iscriversi al sindacato medesimo, ha preteso che prima transigessero rispetto ai livelli acquisiti come prevede la legge. Dall’insediamento del Commissario straordinario, Avv M.V. Perazzoli, contrastando ogni sua azione amministrativa attraverso un interrogazione parlamentare presentata dall’On. Erasmo Palazzotto alla Camera dei Deputati, due esposti/querela alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, alcuni incontri e missive al MISE che ancora oggi, rimane sordo-muto.

Inoltre, abbiamo reso noto, l’ingombrante coinvolgimento, in delicati procedimenti giudiziari, presso le Procure della Repubblica di Velletri, Perugia e Foggia, del Commissario M.V. Perazzoli (fortunatamente uno è prescritto). Sono tutti procedimenti che hanno investito l’Avv. Perazzoli poiché incaricata per salvare aziende dal fallimento che, purtroppo, in seguito al suo intervento, sono state ulteriormente affossate, come emerge dai dibattiti processuali che hanno prodotto anche condanne per truffa a danno degli imprenditori.

Eravamo convinti che la nostra iperattività di contrasto alle strategie suicide pro Pubbliservizi, nonostante le evidenti coperture politiche (a destra e a sinistra) e sindacali, fosse in dirittura d’arrivo:ci aspettavamo un intervento concreto del MISE che fosse finalizzato ad individuare le soluzioni per salvare veramente la Pubbliservizi.

Ci sbagliavamo. Invece dell’intervento del MISE, purtroppo, è arrivato quello del Sindaco di Catania.

Riteniamo infatti, che la scelta di aderire al concordato straordinario da parte del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, rappresenti l’ennesima ancora di salvataggio ad una gestione che fa acqua da tutte le parti e mette, contestualmente, in serie difficoltà la garanzia dei livelli occupazionali.

Addirittura, il Sindaco Pogliese, sembrerebbe così interessato al concordato che prima che cadesse in disgrazia, ha nominato un “amministratore unico” della Pubbliservizi per poter proseguire anche in sua forzata assenza. Si chiama Avv. Alfio D’urso. Nel suo curriculum di tutto rispetto, risulta essere stato componente del consiglio di amministrazione della SAC. In quella veste, è stato processato per abuso d’ufficio ai danni della Pubbliservizi. Tuttavia, è sfuggito assieme agli altri, alla condanna, per sopraggiunti termini della prescrizione (leggi corriere del Mezzogiorno del 15 aprile 2015).

L’unico fatto positivo dell’arrivo dell’ Avv. D’Urso, è la coincidenza con la fuoriuscita di Silvio Ontario che non si capisce per quali mansioni sia stato nel libro paga fino ad ora.

Quanto rappresentatovi analiticamente dimostra, se ce ne fosse di bisogno, che la Pubbliservizi non si può salvare con un concordato straordinario drogato da dati palesemente fittizi poiché, è evidente, come dall’avvio del commissariamento ad oggi, tutte le azioni amministrative promosse, hanno fatto tutto tranne che riempire il buco di bilancio che di conseguenza, è diventato voragine.

Il Sifus Confali ricorda che i giudici della sezione fallimentare del Tribunale di Catania, nel luglio del 2018, respinsero il concordato preventivo, tra le altre motivazioni, perchè il buco di circa 6 milioni dimostrato era inferiore rispetto alla voce di bilancio denominata “ fondo imprevisti” di 6 milioni e 300 mila euro, indimostrabili.

Siamo ancora convinti che il Commissario Perazzoli e il Sindaco Pogliese siano in grado di salvare Pubbliservizi con i famosi 5 milioni non immediatamente spendibili di cui parlava quest’ultimo, fino a prima di essere condannato per peculato?

Pubbliservizi spa, si salva solo a condizione che si metta immediatamente mano ad un piano di risanamento e rilancio sul modello della Dott. Montana-Trezza prima che sia troppo tardi.

Il resto sono chiacchiere fini a se stesse.

Questo Dossier che, verrà immediatamente presentato alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti, non avrebbe avuto vita senza l’impegno instancabile della segretaria regionale Terziario e Servizi del Sifus Confali, Lucia Inzirillo.

Catania 31 luglio Maurizio Grosso, segretario generale SiFUS CONFALI


Da Sicrapress