Il nuovo romanzo di Elvira Seminara? Paragonabile a un dipinto del Caravaggio…

La letteratura come indagine dell’anima, come ricerca esistenziale e filosofica, come interpretazione della vita e del mondo sociale. Sono alcuni degli elementi chiave che sono emersi dal nuovo evento di Percorsi Culturali in Pinacoteca a Bronte con protagonista l’autorevole scrittrice e giornalista Elvira Seminara, che ha presentato il suo nuovo romanzo: “I segreti del giovedì sera”, edito da Einaudi. Il dibattito organizzato dal presidente della Pinacoteca, Carmelo Indriolo, si è svolto nel pieno rispetto del distanziamento sociale.

Il dialogo nella splendida location della Pinacoteca, piena di importanti opere d’arte del Novecento italiano, è stato coordinato e condotto dal giornalista Salvo Fallica. Il professore dell’ateneo catanese Giovanni Camardi, studioso di Filosofia della Scienza e di Logica, nel suo intervento ha paragonato il nuovo romanzo di Elvira Seminara ad un dipinto di Caravaggio, mettendone in evidenza la capacità di decostruzione e ricostruzione del contesto narrato. Perfettamente in linea con la filosofia della manifestazione culturale che è multidisciplinare e multimediale, molto apprezzata dal pubblico. Percorsi culturali in Pinacoteca ha infatti come filo rosso l’interpretazione della realtà attraverso una visione eclettica e multidisciplinare che interseca narrativa, mondo sociale, storia e scienze sociali. I libri di Elvira Seminara sono intrisi di questa visione, ed in particolare il libro edito da Einaudi: “I segreti del giovedì sera”, unisce interpretazione filosofica, psicologia, scienze sociali e fisica quantistica. Il tutto con una scrittura avvincente, con una prosa fluida e scorrevole.

Nel dialogo condotto da Salvo Fallica è stato sottolineato come nel romanzo di Elvira Seminara l’interpretazione psicologica e sociale dei personaggi è sempre inserita in un contesto interpretativo più ampio. Nel suo libro Seminara spazia con fluidità scritturale dal racconto dei luoghi naturali ed urbani etnei alla fisica teorica, all’analisi psico-sociale. Protagonista del romanzo è una donna di 59 anni, la sua vita, la sua generazione. Ma in realtà è un romanzo che mette a confronto diverse generazioni.

Vi è la vita che pulsa nel libro di Seminara e che viene letterariamente raccontata ed interpretata. Anche perché come giustamente l’autrice ha sottolineato nelle sue analisi durante il dialogo: “Ognuno di noi è una narrazione, le nostre vite sono delle narrazioni”. Narrazioni ed interpretazioni.

Un serio gioco linguistico per dirla in chiave filosofica, che è la dimensione del razionale applicato alla realtà, una dimensione che ognuno di noi vive in maniera concreta. Come ha spiegato il presidente Indriolo: “La letteratura che lega l’esistenza individuale con la dimensione del sociale, e gli strumenti del pensiero diventano le chiavi per capire anche le emozioni e le passioni”.

L’evento che era iniziato con i saluti istituzionali del Sindaco di Bronte Graziano Calanna e del Rettore dello storico Real Collegio Capizzi, il sacerdote Nunzio Capizzi, nella parte finale ha dato spazio agli interventi del pubblico che hanno ulteriormente arricchito di spunti il dibattito.

Nel romanzo fra le descrizioni e le citazioni dei luoghi etnei vi è anche Bronte (e il suo pistacchio).

Nelle foto: da sinistra Carmelo Indriolo, Giovanni Camardi, Elvira Seminara e il giornalista Salvo Fallica

intervento di Elvira Seminara

Da Sicrapress