E’ morta Letizia Battaglia, la fotografa che raccontò la mafia

PALERMO (ITALPRESS) – E’ morta, all’età di 87 anni, la fotografa palermitana Letizia Battaglia. Lo rende noto il sindaco Leoluca Orlando: “Palermo perde una donna straordinaria, un punto di riferimento. Letizia Battaglia era un simbolo internazionalmente riconosciuto nel mondo dell’arte, una bandiera nel cammino di liberazione della città di Palermo dal governo della mafia. In questo momento di profondo dolore e sconforto esprimo tutta la mia vicinanza alla sua famiglia”. Nata a Palermo, Letizia Battaglia inizia la sua carriera nel 1969 collaborando con il giornale palermitano L’Ora. Nel 1970 si trasferisce a Milano dove incomincia a fotografare collaborando con varie testate. Nel 1974 ritorna a Palermo e crea, con Franco Zecchin, l’agenzia “Informazione fotografica”. Nel 1974 si ritrova a documentare l’inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per informare l’opinione pubblica e scuotere le coscienze.Il suo archivio racconta l’egemonia del clan dei Corleonesi. Diviene una fotografa di fama internazionale. Le sue raccontano soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni.
Negli anni ’80 crea il “laboratorio d’If”, dove si formano fotografi e fotoreporter palermitani. Ha esposto in Italia, nei Paesi dell’Est Europa, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Nel 2017 inaugura a Palermo all’interno dei Cantieri Culturali della Zisa il Centro Internazionale di Fotografia da lei diretto, metà museo, metà scuola di fotografia e galleria. Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato”. Si occupa anche di politica a cavallo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90. È consigliera comunale con i Verdi, assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputata all’Assemblea regionale Siciliana con La Rete, nell’XI Legislatura.
(ITALPRESS).

(Photo credit: agenziafotogramma.it)

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