Disoccupazione agricola, il Sifus Confali dopo aver diffidato le aziende, attiva una petizione contro l’Inps

Tra Adrano, Biancavilla, Paterno, sono ancora 700 le disoccupazioni agricole a liquidare per responsabilità oggettive delle aziende che presentano denunce tardive e della lentezza dell’INPS a tariffare e liquidare. SIFUS CONFALI ha diffidato le aziende e sta promuovendo una petizione tra i braccianti interessati contro i ritardi dell’INPS.

«Nel perimetro che delinea la competenza dell’INPS di Paternò ( Adrano, Biancavilla, Maniace, Santa Maria di Licodia, ecc) sono circa 700 i braccianti agricoli che non hanno ancora percepito l’indennità di disoccupazione poiché le aziende con cui hanno prestato attività lavorativa hanno dichiarato all’INPS le assunzioni in ritardo» commenta Maurizio Grosso, segretario generale Sifus Confali.

«La presentazione delle dichiarazioni trimestrali tardive, è un cattivo costume che investe diverse aziende agricole poiché le norme non prevedono sanzioni degne di rilevanza. Sull’inasprimento di queste ultime, SiFUS CONFALI, ha sollevato la questione nei palazzi romani. Tuttavia, il problema dei 700 braccianti agricoli, oggi, non è dovuto alle aziende, ma deriva dai ritardi dell’INPS nella tariffazione e liquidazione delle pratiche. Sono stati superati, infatti, i canonici 120 giorni che la legge assegna all’INPS per lavorare e liquidare questa tipologia di pratiche. Per queste ragioni il sindacato SIFUS CONFALI, dopo aver diffidato le aziende, ha attivato una petizione contro l’INPS ( da far firmare agli interessati) poiché questi braccianti, oltre al danno dovuto ai ritardi, rischiano la beffa di percepire la indennità di disoccupazione assoggettata alla tassazione separata ( il taglio del 23% )».

da Sicrapress

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