Tempo di Lettura: 3 minuti

UN PROGETTO CONTRO LE DIPENDENZE DEI MINORI, L’ASSOCIAZIONE AMICI DI SAN PATRIGNANO SICILIA INCONTRA GLI STUDENTI A PEDARA.

Gli operatori di Amici di San Patrignano Sicilia proseguono nel progetto “Ripensarsi: uno spazio di tregua per un racconto possibile”, per la prevenzione contro le dipendenze. Lunedì 2 marzo, dalle 9 alle 13 saranno nella scuola media “Salvatore Casella” in via Eleonora d’Angiò, a Pedara. Alle 10,00 gli operatori dell’informazione potranno intervistare operatori e docenti e riprendere, con le note limitazioni, gli studenti in classe. 

Nell’ambito del progetto “RIPENSARSI: uno spazio di tregua per un racconto possibile”, le attività che vengono portate avanti sono le seguenti: sportello d’ascolto, laboratori pomeridiani organizzati negli spazi di tregua e gli incontri nelle classi. Le attività vengono proposte nei diversi comuni agganciati nella fase iniziale: i comuni di San Pietro Clarenza e Camporotondo Etneo, con la scuola secondaria di I grado “Elio Vittorini”, il comune di Pedara con la scuola secondaria di I grado “Casella”, nel distretto socio-sanitario 19 di Catania, la sesta municipalità di Librino con il coinvolgimento della scuola secondaria di II grado “Pestalozzi” e i comuni di Floridia e Solarino nella provincia di Siracusa, con le scuole secondarie di I grado “De Amicis”, “Quasimodo”, e “Elio Vittorini” (SR).

In totale, tra i vari Istituti vengono incontrati circa 1200 ragazzi; il primo aggancio avviene all’interno delle classi, con le modalità concordate con i singoli Istituti. Questo passaggio risulta fondamentale in quanto ci permette di cogliere le necessità specifiche di ogni gruppo classe, così da poter strutturare un intervento che nei mesi a seguire possa essere adattato alle loro esigenze. Risulta necessario mettere in atto una certa flessibilità nel lavoro con gli adolescenti, tenendo a mente che lo scopo del progetto non è quello di obbligarli in attività che non sono di loro interesse o eseguire al di là delle necessità, in maniera rigida, quanto previsto dal progetto stesso, ma adeguare il progetto e i nostri interventi alle necessità dei ragazzi. Ci poniamo dunque, come obiettivo finale, quello di dimostrare ai ragazzi che esiste un modo diverso di essere ascoltati, e di essere per loro un aiuto concreto. I primi incontri nelle scuole hanno l’obiettivo di fare proprio questo, e risultano inoltre propedeutiche per proporre ai ragazzi le attività pomeridiane, come previste da progetto.

In particolare:

– Nel comune di San Pietro Clarenza, presso lo spazio di tregua individuato alla Pro Loco di Camporotondo Etneo, i laboratori attivati, secondo le preferenze e gli interessi dei ragazzi, sono stati: i lunedì, il laboratorio di scrittura creativa e teatro sociale; e i giovedì il laboratorio di Hip-hop;

– Nel comune di Pedara, presso la sede dei Salesiani, luogo individuato e concesso dal comune come spazio di tregua per il nostro progetto, continuano i laboratori di scrittura creativa e teatro sociale i lunedì, e il laboratorio di hip-hop, i giovedì;

– Presso la VI municipalità di Librino, i mercoledì pomeriggio, iniziano nel polo educativo di Villa Fazio, tutti i laboratori previsti dal progetto;

– Nel comune di Floridia, presso lo spazio di tregua individuato presso la nostra sede dell’associazione in Contrada Vingnarelli, i laboratori attivi, secondo le preferenze e gli interessi dei ragazzi, sono stati: i martedì il laboratorio di scrittura e teatro sociale, e i lunedì il laboratorio di hip-hop.

– Nel comune di Solarino, presso lo spazio di tregua individuato presso il Museo Etnologico, i laboratori attivi, secondo le preferenze e gli interessi dei ragazzi, sono stati: i martedì il laboratorio di scrittura e teatro sociale, e i lunedì il laboratorio di hip-hop.

Lavorare con questa fascia di età, per questa fascia d’età, ci ha messo di fronte a una difficoltà che in parte ci aspettavamo: appare evidente un disinteresse che non sembra riconducibile a una mancanza di capacità o di risorse, quanto piuttosto a una forma di disinvestimento emotivo e motivazionale, spesso legato a vissuti di stanchezza, sfiducia e senso di inefficacia. In questo contesto, il nostro lavoro si configura come un tentativo di “accendere una scintilla”, offrendo ai ragazzi uno spazio altro rispetto a quello scolastico, che invece potrebbe essere percepito come meno giudicante e più libero di accogliere bisogni, domande e fragilità.

Con lo stesso obiettivo, nello stesso periodo, viene proposto nelle scuole anche il servizio dello sportello d’ascolto, che di contro risulta essere un servizio molto richiesto dagli studenti: da ciò ci accorgiamo di quanto sia necessario dare spazio ai ragazzi di potersi raccontare in uno spazio a loro dedicato, che possa fungere come una “valvola di sfogo” dalle incombenze quotidiane, da uno stress generazionale che si configura in uno stato d’essere generalizzato che sembra accompagnare, nei modi più disparati e unici, ogni ragazzo incontrato

Loading