Erbacce, detriti e cenere vulcanica riempiono, al posto dell’acqua, quello che un tempo rappresentava uno degli elementi più suggestivi della prestigiosa villa giarrese. Un parco carico di aneddoti storici ma che negli ultimi decenni sta attraversando una persistente fase di declino. Uno scenario orripilante che indigna residenti e frequentatori abituali della villa, da sempre punto di riferimento per famiglie, anziani e bambini. La vasca della fontana che primeggia al centro dell’estesa area a verde di via Finocchiaro Aprile, sembra essere lo specchio di una città che sembra aver smarrito la cura per il proprio patrimonio.
I vialetti interni di villa Margherita sono coperti dalla gramigna mista a fogliame, mentre diversi arbusti abbattuti dal vento e dagli eventi meteo estremi delle scorse settimane, restano sul pavimento, intralciando il transito pedonale.
Silenziosi testimoni di una macchina comunale che sembra essersi fermata.
Le panchine dello spazio verde attrezzato che ricade a pochi metri dalla stazione ferroviaria della Circumetnea, sono ricolme di pattume, mentre le aiuole ospitano erbacce e sterpaglie cresciute a dismisura. Un pessimo biglietto da visita per i turisti che dai paesi pedemontani arrivano a Giarre con la tradizionale “littorina” e a cui, loro malgrado, viene offerta l’immagine poco edificante di questo polmone cittadino abbandonato nel degrado e che di sera diventa ancora più spettrale in assenza di illuminazione. L’intera area a verde è avvolta dalle tenebre, rappresentando un potenziale pericolo per chi nelle ore serali transita lungo il tratto di via Finocchiaro Aprile che costeggia la villa comunale.
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