
Doveva essere il “luogo dell’anima”, un ponte ideale tra la terra di Jonia e l’infinito celebrato da Franco Battiato. Invece, a pochi mesi dalle cerimonie in pompa magna alla presenza del Prefetto, piazza Franco Battiato si è trasformata nel palcoscenico di un fallimento gestionale che lascia l’amaro in bocca.
La mostra permanente “open”, inaugurata nell’agosto del 2024 nell’ambito del progetto “Anomalo Perfetto” curato dalla storica dell’arte Carmen Bellalba, è oggi un cumulo di macerie artistiche.
Gli ultimi eventi meteorologici, culminati con la furia del ciclone Harry, hanno inferto il colpo di grazia: le installazioni fotografiche, che avrebbero dovuto resistere al tempo, sono state sradicate, squarciate e scaraventate al suolo. Ciò che ferisce non è solo la forza della natura, ma l’indifferenza umana che ne è seguita. Le immagini giacciono sul pavimento della piazza da quasi un mese, nella totale indifferenza.
Non solo. Nessun intervento di messa in sicurezza è stato effettuato, mentre il materiale fotografico inedito, concesso generosamente dai familiari di Battiato, sta marcendo sotto la pioggia. Riposto rischia oggi di apparire un corpo senz’anima.
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