Una biblioteca comunale “per tutti”, ma solo sulla carta. È scoppiato un acceso dibattito politico a Giarre intorno al tema dell’accessibilità e dell’inclusione, scatenato da un’attività ispettiva della consigliera di minoranza Tania Spitaleri. Al centro della bufera c’è la biblioteca di piazza Jolanda, dove un servoscala nuovo di zecca è rimasto desolatamente immobile per quasi due anni a causa di una “dimenticanza” burocratica.
La denuncia della Spitaleri in Consiglio comunale ha sollevato un velo su una gestione che definire “distratta” è un eufemismo. L’abbattimento delle barriere architettoniche presso la struttura era stato completato nel 2024, ma il dispositivo dedicato ai cittadini con disabilità non è mai entrato in funzione.
La motivazione? Mancava il contratto di manutenzione. Solo l’altro ieri, a distanza di circa 24 mesi dal collaudo, il motore è stato finalmente riacceso, restituendo (almeno teoricamente) il diritto d’accesso a un luogo di cultura fondamentale per la città.
Sulla vicenda è intervenuta con fermezza Alessandra Strano, Garante comunale delle persone con disabilità. Per la Garante non si tratta di un semplice guasto tecnico, ma di un segnale preoccupante di una cultura amministrativa che mette in secondo piano le necessità dei più fragili. «Questa questione si inserisce in uno scenario di scarsa attenzione verso le persone con disabilità — ha dichiarato Alessandra Strano —. Il dispositivo avrebbe potuto essere funzionante da oltre un anno, garantendo l’accesso a un locale comunale per eventi culturali e politici. L’inclusione deve essere sostanziale, non solo formale».
Lapidario il commento del sindaco, Leo Cantarella. Il primo cittadino ha parlato esplicitamente di un “corto circuito organizzativo negli uffici” che ha rallentato le procedure per il servoscala di piazza Jolanda.
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