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Le ferite del ciclone Harry a Torre Archirafi sono evidenti. Preoccupa il “cuore” sotterraneo di via Marina. Mentre la strada continua a essere percorsa da auto e pedoni, l’ombra del dissesto idrogeologico si allunga sulle fondamenta stesse del borgo marinaro.

Nei scorsi giorni, l’area è stata oggetto di un monitoraggio tecnologico. Rilievi topografici avanzati e laser scanner hanno passato al setaccio il lungomare per mappare l’invisibile: l’obiettivo è scovare vuoti e “scavernamenti” creati dalla furia del mare, cavità che potrebbero trasformare la carreggiata in una trappola di basalto lavico sospesa nel nulla. I dati digitali emersi dal monitoraggio, trapelati per ora solo in via informale, sono stati anticipati al Genio civile che ha fissato per domani una ricognizione urgente.

Obiettivo della ricognizione è quello di verificare, in presenza, gli eventuali punti di discontinuità e quindi di maggiore criticità e potenzialmente rischiosi ed in particolare nel tratto di via Marina che costeggia la chiesa, palazzo Vigo e l’arco in pietra.

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