A Riposto, in tema di sicurezza e assistenza sanitaria, la programmazione si scontra con il muro della inammissibilità per carenza di documentazione.
Il Comune marinaro aveva puntato molto sul potenziamento dei soccorsi, aderendo a un avviso della Protezione Civile per la realizzazione di due elisuperfici, tra cui quella strategica di via Mattarella. L’esito è stato però fallimentare.
La Regione (dipartimento Protezione civile)– si legge negli atti ufficiali – ha infatti bocciato le proposte per mancanza di documenti essenziali necessari alla valutazione.
Analoga amara sorte è toccata anche al progetto per una nuova via di fuga sempre a Riposto. In questo caso, il paradosso è servito: il finanziamento è stato negato perché l’opera non era inserita nel Piano di Protezione Civile comunale. Il risultato è una “terra di mezzo” dove i servizi essenziali restano sulla carta e le strutture esistenti cadono a pezzi (la sede del Com di Giarre, nello stadio di atletica), lasciando il comprensorio ionico-etneo orfano di presidi di sicurezza fondamentali in caso di calamità.
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