Non c’è due senza tre. Seconda fumata nera consecutiva per il Consiglio comunale con il sapore amaro del fallimento istituzionale. In via Callipoli sembra davvero che il tempo si sia fermato alle festività: un’inerzia che contrasta con l’urgenza dei problemi che attanagliano la città.
All’appello della presidenza hanno risposto soltanto in quattro: Raffaele Musumeci, Tania Spitaleri, Gabriele Di Grazia e Angelo Spina. Per il resto, il vuoto assoluto. Una voragine di poltrone vuote che ha impedito il raggiungimento del numero legale, rendendo impossibile l’apertura della seduta e la discussione dei punti all’ordine del giorno.
Si sarebbe dovuto discutere di problemi che toccano quotidianamente il portafoglio e la sicurezza dei cittadini, atti di indirizzi relativi all’emergenza buche, l’attivazione di un gruppo di lavoro per avviare una indagine sulle ferite lasciate sull’asfalto dopo l’interramento della fibra che hanno peggiorato la stabilità delle strade. E ancora iniziative per la difesa dei contribuenti di fronte a errori e balzelli ingiustificati a cominciare dalle cartelle pazze che hanno inondato la città.
Il “vuoto a perdere” registrato questa sera in aula non è solo una questione di assenteismo, ma un segnale politico che non lascia presagire nulla di buono. L’incapacità dell’assise di riunirsi per affrontare criticità così sentite dalla cittadinanza evidenzia una paralisi che va oltre il semplice calendario.
Mentre la città attende risposte su strade dissestate e tributi incerti, Palazzo di Città resta bloccato in un limbo che somiglia troppo a un eterno dopofesta
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