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Dopo il fragoroso cedimento del marciapiede avvenuto nel giorno dell’Epifania, la situazione sul lungomare Pantano è peggiorata. Non solo le voragini che continuano ad aprirsi, in diversi punti del manto stradale ma da ieri le transenne hanno “conquistato” anche una porzione della carreggiata stradale, a pochi metri dal punto in cui è avvenuto il cedimento.

Oltre al crollo principale, si contano svariati dislivelli e buche profonde, nel tratto tra il borgo di Torre e l’incrocio con il viale Amendola. Il punto di massima criticità si registra però nell’area di piazza Matteotti. Qui, un cedimento strutturale presente da lunghe settimane continua a restare transennato senza che siano stati completati i lavori risolutivi. L’impatto sulla logistica cittadina è evidente. L’area urbana ospita due importanti terminal per le autolinee, rendendo le manovre dei mezzi pesanti un esercizio di equilibrismo tra le transenne.

La vicinanza del plesso Quasimodo, aggrava il caos durante l’ingresso e l’uscita degli studenti. Nella vicina via Mario Carbonaro si è aperta un’ulteriore buca profonda. La natura del cedimento lascia presagire un intervento di messa in sicurezza lungo e complesso, portando con sé — inevitabilmente — altre barriere. L’aspetto più allarmante riguarda la sicurezza nelle ore serali. Molte delle transenne collocate per delimitare i cedimenti non sono dotate di segnaletica luminosa, diventando delle vere trappole.

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