Il tempo incalza, ma le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate al molo peschereccio di Riposto. A pochi giorni dal primo anniversario dalla violenta mareggiata che ha ferito profondamente lo scalo marittimo ripostese, la situazione rimane cristallizzata in uno stato di desolante immobilismo.
Candelini e torta. Eppure, nonostante la consapevolezza della criticità, gli interventi di messa in sicurezza del muro paraonde rimangono fermi al palo, lasciando il porto peschereccio in una sorta di “limbo” burocratico e strutturale.
Dalla Regione che ha competenze dirette sull’esecuzione dei lavori, nessuna novità rilevante. Nel frattempo il provvedimento, che interdice il tratto terminale del camminamento, non è stato revocato. Riposto, che ambisce a essere la porta del mare per il comprensorio jonico-etneo, offre nel suo bacino peschereccio uno spettacolo di incuria.
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