Inaugurazione 22 dicembre 2025 ore 17.Mostra permanente presso Palazzo di Città di Giarre
a cura dell’architetto Saro Galati e della prof.ssa Carmen Cardillo.
La mostra fotografica dall’Archivio Galati, intitolata Il presepe del 1955, si configura come un progetto di valorizzazione della memoria visiva della comunità giarrese, promosso su iniziativa del Sindaco di Giarre, dott. Leonardo Cantarella, in occasione delle festività natalizie. L’esposizione si inserisce in un più ampio percorso di riflessione sul ruolo dell’archivio fotografico quale dispositivo di conservazione, interpretazione e trasmissione dell’identità storica e culturale del territorio.
L’Archivio Galati è oggi custodito dall’architetto Saro Galati, figlio dell’autore delle fotografie, che nel tempo ha dimostrato una costante disponibilità a sostenere iniziative volte alla riattivazione pubblica del fondo, favorendo processi di restituzione e condivisione della memoria collettiva. Tale atteggiamento contribuisce a trasformare l’archivio da deposito privato a spazio dinamico di ricerca e di narrazione storica.
La curatela della mostra è affidata alla professoressa Carmen Cardillo, docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, che ha condotto un’approfondita analisi dell’Archivio Galati nei mesi precedenti all’allestimento. Da tale studio emerge con chiarezza come l’archivio rappresenti un patrimonio di straordinaria rilevanza per la memoria storica e visiva del territorio ionico-etneo. Le immagini raccolte documentano non soltanto la vita quotidiana della città di Giarre, ma anche le trasformazioni sociali, culturali e urbanistiche che hanno progressivamente ridefinito l’identità della comunità nel corso del tempo.
La sezione archivistica presentata in mostra è dedicata al Natale del 1955, momento in cui una monumentale scenografia, articolata in rampe e costruzioni, occupava la Piazza Duomo, trasformando lo spazio urbano in un luogo simbolico di rappresentazione collettiva. Il presepe, animato dalla presenza di numerose figure umane e di animali, si configura come un evento corale, capace di coinvolgere l’intera comunità e di attivare una dimensione partecipativa che trascende il semplice atto devozionale.
Particolarmente significativo è l’uso della luce, elemento centrale nella costruzione dell’immagine fotografica. Le riprese, realizzate in una notte di pioggia, restituiscono una piazza gremita di una folla raccolta e attenta, immersa in un’atmosfera di forte intensità visiva ed emotiva. In questo contesto emerge con evidenza la competenza tecnica dell’autore, capace di governare condizioni ambientali complesse e di tradurle in una narrazione fotografica di grande efficacia espressiva.
L’Archivio Galati rivela così il proprio potenziale come strumento di ricerca e di produzione di senso, confermandosi non solo come custode delle identità collettive, ma anche come testimone privilegiato della storia locale e delle sue modalità di autorappresentazione.

In questa prospettiva si colloca anche il percorso di studio e sperimentazione pratica avviato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania. Attraverso attività che comprendono l’analisi delle singole fotografie, la digitalizzazione e l’inventariazione del materiale, le studentesse Consuelo Maria La Rosa e Gloria Pecoraro del biennio specialistico di Fotografia partecipano attivamente al processo di riorganizzazione e valorizzazione del fondo. Tale lavoro contribuisce a rafforzare la funzione dell’archivio come mezzo di conservazione e diffusione della memoria, aprendo al contempo nuove possibilità di fruizione, interpretazione e accessibilità del patrimonio fotografico.
Un sentito ringraziamento alla dott.ssa Clara Mirabella e al Consigliere comunale Alfio Bonaventura per il costante appoggio e la continua attenzione riservata alle iniziative di valorizzazione culturale.
![]()
