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La Garante per le persone disabili, Alessandra Strano, ha trasmesso una nota alla rete delle associazioni del territorio con cui si rimarca la necessità di rende accessibili i principali luoghi pubblici, compresi quelli istituzionali.

“L’abbattimento delle barriere architettoniche rappresenta, da decenni oramai, un tema saliente del paradigma e delle tutele formali che mirano a favorire l’inclusione delle persone con disabilità.

L’excursus normativo che ne ha caratterizzato il percorso attesta la volontà di rendere effettivo ed esigibile un diritto, quello dell’accesso e dell’accessibilità, che fin troppo spesso viene disatteso o considerato erroneamente di rango inferiore.

Un primo fondamentale dispositivo è stato il P.E.B.A (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche), introdotto con l. 41/1986, il quale prescriveva che tutti i Comuni ne facessero ricorso. Al P.E.B.A. sono seguiti la l. 13/1989 ed il relativo D.M. 236/1989 che stabilivano rispettivamente i criteri di progettazione ed i requisiti di accessibilità. La 104/1992, prima legge quadro in materia di disabilità, ha stabilito, fra le altre cose, agevolazioni fiscali per favorire l’abbattimento barriere e ribadirne l’importanza; il d.p.r. 380/2001, testo unico disciplinante l’attività edilizia; sino a giungere alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

La Convenzione, siglata nello stesso anno dell’emanazione della l. 67/2006 (legge a presidio delle persone con disabilità vittime di discriminazione) e ratificata in Italia nel 2009, ha esteso a livello sovranazionale la tutela delle persone con disabilità. Con riferimento alla questione affrontata in questa sede va fatta menzione dell’articolo 9, rubricato “Accessibilità”, il quale recita: “Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, gli Stati Parti adottano misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali […].

Nonostante il suddetto costituisca un quadro normativo piuttosto esteso e sorretto, da circa 16 anni, da raccomandazioni che trascendono la dimensione nazionale, la sua traduzione in atti ed interventi concreti fatica a realizzarsi impedendo, di fatto, una reale partecipazione sociale e politica delle persone con diversa funzione motoria.

Le ragioni dell’estremo ritardo nell’ottemperanza delle leggi esplicitate sono riconducibili a fattori molteplici, da quelli economici a quelli culturali, sui quali è stato e si è dibattuto all’interno di una vasta letteratura scientifica. Esistono anche ragioni banalmente numeriche e di facile intuizione, ovvero che essendo poche le persone che presentano disabilità motoria, la questione dell’abbattimento delle barriere architettoniche non è mai stata sostenuta con forza sufficiente da porla tra le priorità dell’agenda politica e dei pubblici lavori dell’Ente locale, continuamente sollecitato dalle ordinarie amministrazioni, dalle emergenze e dalle contingenze.

Con la Presente, l’Ufficio del Garante Vi esorta a sposare e sostenere il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche e Vi invita ad un approccio che sia ponderato e lungimirante dal momento che, in maniera transitoria o permanente, la disabilità rappresenta una condizione che può coinvolgere qualsiasi persona nel corso della propria vita.

Come primo passo, quale dimostrazione attestante solidarietà e solerzia, l’Ufficio del Garante chiede che la Presente venga firmata da tutte quelle Associazioni e realtà che, a decorrere dal 1 febbraio 2026, si impegneranno a richiedere che gli eventi a carattere culturale/educativo/divulgativo e politico vengano svolti in luoghi accessibili ed in linea con le norme in materia consentendo a quei concittadini, compresa la Sottoscritta, che sino ad ora sono stati impossibilitati, di partecipare ai suddetti eventi in ragione del fatto che i medesimi vengono prevalentemente svolti presso il Salone degli Specchi, sito al 2 piano del palazzo comunale che risulta privo di ascensore e di altre caratteristiche che lo rendano conforme alle richieste di legge.

L’Ufficio Scrivente rimarca come la presente, lungi dal costituire un atto di accusa, voglia invece suggellare un atto di solidarietà e coesione territoriale che, innanzi ad obiettivi di legalità, rispetto del prossimo e giustizia sociale, potrà rappresentare una solida base di unione civile per altri fronti in cui i cittadini possano e vogliano investirsi nell’interesse del proprio territorio dimostrando compattezza, attivismo e capacità di autorappresentanza al versante politico-istituzionale e, soprattutto, affinché nessun cittadino rimanga indietro. 

Si richiede inoltre che la Presente costituisca un impegno a vigilare altresì sugli sviluppi del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) sul quale quest’Ufficio si investe dal principio del proprio mandato”.

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