
«La domanda ora non è se la BAT si diffonderà, ma con quale velocità.» Con queste parole, il Prof. Sergio Noviello ha concluso la Lectio Magistralis dedicata alla Bloodless Atraumatic Technique (BAT), un approccio chirurgico innovativo che ha trovato per la prima volta spazio ufficiale in ambito accademico proprio all’Università di Catania.
L’incontro si è svolto presso l’Aula Magna “Umberto Scapagnini” della Torre Biologica “F. Latteri”, nell’ambito del Master di II livello in Wellness, Nutraceutica e Medicina Estetica (MaWeNuME), coordinato dal Prof. Filippo Drago. La sala, gremita di giovani medici, specializzandi, ricercatori e professionisti del settore, ha accolto l’arrivo di uno dei massimi esperti internazionali di chirurgia estetica, riconosciuto per aver sviluppato una delle metodiche più innovative degli ultimi anni.
Durante la sua esposizione, il Prof. Noviello ha sottolineato l’importanza di presentare per la prima volta in un contesto universitario la BAT, spiegando come la decisione sia maturata dopo aver raggiunto un volume di dati sufficientemente robusto da poter essere condiviso con la comunità scientifica. Ha illustrato come la Bloodless Atraumatic Technique rappresenti un’innovativa modalità di operare, fondata su tre principi cardine: evitare che il sangue penetri nei tessuti durante l’intervento, mantenere un rispetto rigoroso della biologia dei tessuti e applicare un protocollo sistemico che integri tutte le fasi dell’intervento – dal preoperatorio al postoperatorio – in un sistema coerente e standardizzato.
Noviello ha spiegato come la BAT sia stata sviluppata a partire da oltre dieci anni di attività e più di cinquemila pazienti operati direttamente, un numero che ha permesso di declinare la tecnica in ogni area della chirurgia estetica e di individuare le condizioni necessarie per estenderla, in futuro, anche ad ambiti chirurgici non estetici.
«Ho sviluppato la BAT nel corso di oltre dieci anni di attività – ha dichiarato Noviello – e su più di cinquemila pazienti che ho operato direttamente. Questo patrimonio clinico mi ha permesso di declinare la tecnica in ogni area della chirurgia estetica e di individuare le condizioni che oggi ci consentono di estenderla, in futuro, anche ad ambiti chirurgici non estetici. Ritengo che la BAT non debba essere considerata soltanto una nuova strategia operatoria, ma una vera e propria filosofia chirurgica che pone al centro il paziente e la salvaguardia dei suoi tessuti. È una prospettiva che supera la logica tradizionale dell’intervento e apre a un modo completamente nuovo di intendere la chirurgia».
Rivolgendosi alla platea composta da numerosi specializzandi e studenti, ha evidenziato l’importanza di presentare questo metodo alle nuove generazioni: «La BAT non è esclusivamente una strategia chirurgica, ma una filosofia che considera prioritari il paziente e il rispetto della biologia dei tessuti. Avere oggi in aula un pubblico di giovani significa contribuire a plasmare i chirurghi di domani, offrendo loro strumenti concreti per un approccio chirurgico più attento, consapevole e rispettoso».
A confermare il valore scientifico dell’incontro è stato il Prof. Filippo Drago, che ha introdotto e moderato la Lectio: «La presenza del Prof. Noviello oggi a Catania rappresenta un’opportunità straordinaria per il nostro Ateneo e per l’intera comunità medica del territorio. Parliamo di uno dei protagonisti più autorevoli della chirurgia estetica internazionale, un professionista che ha saputo trasformare anni di pratica clinica in una vera innovazione metodologica. La BAT non è solo una nuova tecnica: è un cambio di paradigma, un modo diverso di concepire l’atto chirurgico che unisce rigore scientifico, sicurezza e rispetto profondo della fisiologia dei tessuti. Averlo qui, nella sua veste di docente del nostro Master, significa offrire ai nostri studenti un confronto diretto con chi sta contribuendo a ridefinire gli standard della chirurgia moderna. La sua capacità didattica, unanimemente riconosciuta, rende questa Lectio Magistralis un momento di formazione di altissimo livello, aperto non solo ai nostri specializzandi ma all’intera comunità professionale della città».
La Lectio ha permesso ai presenti di approfondire i risultati dello Studio Milano BAT 2016–2024, che evidenzia un abbattimento dei tempi di recupero da due settimane a meno di tre giorni, una riduzione significativa del dolore post-operatorio – quasi azzerato nella mastoplastica additiva – e un tasso di revisione inferiore rispetto alle tecniche tradizionali.
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