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Alla fine di un convegno per il 70° anniversario dell’autonomia di Milo abbiamo incontrato l’Assessore Regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica Andrea Messina per fare delle riflessioni sullo stato dei comuni in Sicilia e sul ruolo del suo assessorato nelle dinamiche della vita delle autonomie locali. Andrea Messina è fortemente impegnato nel garantire la piena funzionalità ed efficienza del sistema istituzionale dei vari livelli delle autonomie locali in modo da dipanare le varie zone d’ombra e le criticità di un sistema che certamente non brilla. Andrea Messina possiede una personalità concreta e pragmatica ,oltre che una preparazione solida che gli deriva anche dalla sua esperienza di sindaco di San Giovanni la Punta, per cui si rende bene conto della situazione delle autonomia locali in modo completo ed esauriente.

Molte autonomie locali vivono una forte sofferenza finanziaria sino al punto che si arriva spesso al predissesto e al dissesto perché non riescono ad assicurare l’equilibrio  tra le entrate e le uscite. Cosa può fare la Regione per sostenere la politica dell’equilibrio di bilancio?

Non è solo un problema finanziario, è un problema soprattutto gestionale e strutturale. Come Regione indichiamo sempre ai comuni che il primo obiettivo da raggiungere è quello di migliorare la riscossione dei tributi. Purtroppo ci accorgiamo che i comuni entrano in grave sofferenza finanziaria e non riescono a garantire il riequilibrio, andando in dissesto e purtroppo ancora oggi la maggior parte degli enti locali non riescono ad assicurare gli introiti oltre il 60/ 65% dei tributi locali.

Purtroppo si iniziano a determinare i primi parametri, deficitari all’interno del bilancio comunale e, in tal modo, cominciano i primi problemi perché non si possono realizzare assunzioni, non si possono realizzare ovviamente altre obbligazioni. Poi non v’è dubbio che la Regione su questa materia ha adottato proprio nell’ultima finanziaria una misura premiale per quei comuni che raggiungono o migliorano la propria capacità di riscossione e, a tal proposito, abbiamo messo proprio quasi 5 milioni di euro a disposizione da distribuire ai comuni che hanno raggiunto questo requisito. Da parte della Regione vi sono le risorse per dare una mano soprattutto per premiare quei comuni virtuosi e ad incentivare soprattutto i comuni a migliorare la riscossione. Ogni anno stiamo cercando di incrementare quello che il capitolo del fondo delle autonomie che trasferisce  le risorse economiche a tutti i comuni della Sicilia e negli ultimi anni siamo arrivati a 350 milioni di euro. Abbiamo aumentato questo fondo da 50 a 60 milioni nell’ultimo triennio, capisco che non sono risorse che risolvono tutti i problemi ma, comunque, contribuiscono a dare qualche aiuto e ossigeno a tutti i territori.

Andrea Messina prende la parola durante il 70° anniversario dell’autonomia di Milo

Il suo assessorato ad un compito di sorvegliare di verificare se sussistono delle inadempienze, spesso ci sono delle ispezioni e molto spesso si inviano anche dei Commissari, quando non si realizzano questi atti. Dove si registrano le maggiori inadempienze da parte dei comuni?

Allora il nostro è un assessorato che si occupa delle autonomie locali, quindi, noi da un lato trasferiamo quelle che sono le risorse essenziali per la vita dei comuni e ovviamente per il pagamento degli stipendi, del funzionamento e l’elargizione dei servizi, dall’altro lato chiaramente abbiamo l’obbligo di vigilare e controllare la corretta e gestione amministrazione dei comuni e delle province. Un primo dato che salta all’occhio è il ritardo in cui gli enti riescono ad approvare i bilanci che è l’atto fondamentale che permette poi di dare i servizi alla cittadinanza. Sappiamo che con l’attuale normativa appena scade il termine del bilancio i comuni non possono più fare impegni di spesa, ma possono farlo solo per scadenze di legge o per sanare danni erariali o per danni gravi al territorio, e, quindi, nella maggior parte dei casi si blocca la procedura della spesa.  Dove ci sono già comuni in sofferenza, non potendo approvare il bilancio, utilizzano come parametro l’ultimo bilancio approvato e se ci sono delle passività si continuano a spendere risorse e fondi anche senza controllo e senza regola. Proprio nell’ultimo anno abbiamo dovuto nominare 170 commissari ad acta in altrettanti enti che non avevano rispettato i termini di approvazione dei documenti finanziari. Purtroppo ci duole dirlo ma dobbiamo rispettare la legge, non è una scelta politica nostra e lo facciamo a malincuore però è indispensabile rispettare le regole. Sono 170 comuni in questo stato che sono quasi la metà dei comuni della Sicilia e questo rappresenta un ritardo diffuso che preoccupa, però piano piano questa tendenza negativa sta migliorando rispetto agli anni precedenti ,qualcosa si riesce a modificare svolgendo un’attività di sensibilizzazione con tutti gli amministratori locali. Avverto che c’è tanta voglia e interesse da parte degli amministratori a fare bene però molto spesso tutto ciò viene frenato dalle condizioni strutturali e le condizioni di precarietà finanziarie dei vari territori o di vari nenti non permettano di fare grandi cose.

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