40 produttori agricoli nella zona di Sant’Alfio in rivolta per l’invasione incontrollata di bovini che pascolano abusivamente all’interno dei terreni privati nelle contrade Magazzeni, Naca, Fosse Santoro, Malpottuso, Sambuco e Colavecchio). Questo fenomeno sta causando danni ingenti e un danno patrimoniale significativo a coltivazioni di pregio come noccioleti, meleti e frutteti vari. I produttori lamentano che l’invasione si ripete sistematicamente durante la stagione estiva, da maggio a ottobre.
Gli animali, vagando liberamente, distruggono tutto ciò che trovano nei fondi agricoli dell’agro santalfiese, provocando la stroncatura dei rami e la conseguente caduta dei frutti. Nonostante la gravità della situazione, i produttori agricoli denunciano di non aver ottenuto alcun intervento risolutivo. Sono state presentate reiterate segnalazioni, petizioni ed esposti non solo al Comune e al Corpo Forestale, ma anche ai Carabinieri e persino alla Prefettura di Catania, documentando con precisione il ripetersi del danno. Il fenomeno continua a ripetersi indisturbato anche dopo l’emissione, lo scorso 22 agosto, di un’ordinanza sindacale che stabiliva misure rigorose.
L’ordinanza dispone che gli animali trovati a vagare liberamente e senza custodia nelle proprietà private o demaniali sarebbero stati sottoposti a sequestro amministrativo e successivamente “custoditi in appositi ricoveri o condotti al macello per l’abbattimento e distruzione”. I produttori si dicono stanchi e profondamente delusi per l’assenza di azioni concrete da parte delle istituzioni. Nonostante, infatti, la chiara disposizione dell’ordinanza sindacale, l’azione di contrasto sul campo, a giudicare dalle nuove recenti segnalazioni arricchite da un’ampia galleria fotografica che documenta la costante presenza di animali all’interno dei fondi privati, sembra essere insufficiente, lasciando i produttori agricoli santalfiesi soli di fronte a una perdita economica continua e a una profonda frustrazione.
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